Negli ultimi anni i cannabinoidi sono entrati in modo sempre più strutturato nella pratica clinica, soprattutto per il trattamento di condizioni croniche e resistenti alle terapie tradizionali. In Lombardia, e in particolare a Milano, cresce l’interesse verso la prescrizione dei cannabinoidi a uso medico, ma anche la necessità di fare chiarezza su regole, limiti e percorsi corretti.
Parlare di cannabinoidi non significa parlare di “cannabis” in senso generico. In ambito sanitario si fa riferimento a principi attivi specifici, utilizzati sotto controllo medico e all’interno di un quadro normativo ben definito.
Cosa sono i cannabinoidi e come agiscono sull’organismo
I cannabinoidi sono sostanze che interagiscono con il sistema endocannabinoide, un sistema biologico coinvolto nella regolazione di dolore, infiammazione, sonno, appetito, tono dell’umore e risposta allo stress.
Dal punto di vista clinico, possiamo distinguere:
- Cannabinoidi naturali, come THC e CBD
- Cannabinoidi di sintesi, utilizzati in ambito farmacologico
- Preparazioni magistrali, allestite in farmacia secondo prescrizione medica
Questa interazione mirata è ciò che rende i cannabinoidi utili in specifici contesti clinici, ma anche il motivo per cui non possono essere assunti senza indicazione medica.
Quando i cannabinoidi sono prescrivibili in Italia
In Italia l’uso medico dei cannabinoidi è consentito, ma non è libero. La normativa nazionale prevede che la prescrizione avvenga solo in presenza di precise condizioni cliniche, soprattutto quando le terapie convenzionali risultano inefficaci o mal tollerate.
Le principali indicazioni riconosciute includono:
- Dolore cronico resistente
- Spasticità da sclerosi multipla
- Nausea e vomito da chemioterapia
- Cachessia e perdita di appetito in patologie oncologiche
- Alcune forme di dolore neuropatico
Queste indicazioni non sono automatiche: ogni caso va valutato singolarmente.
Prescrizione dei cannabinoidi in Lombardia: cosa sapere
La prescrizione dei cannabinoidi in Lombardia segue linee guida regionali precise. L’aspetto centrale è la presenza di un piano terapeutico valido, redatto da uno specialista del Servizio Sanitario Nazionale o da una struttura autorizzata.
Punto fondamentale da chiarire
👉 Possiamo prescrivere cannabinoidi solo se il paziente è già in possesso di un piano terapeutico.
Questo significa che:
- Non è possibile “iniziare” la terapia senza valutazione specialistica
- Il medico prescrittore deve attenersi a quanto indicato nel piano
- Dosaggi, forma farmaceutica e durata sono già definiti
La prescrizione, quindi, è un atto medico regolato, non una semplice richiesta del paziente.
Prescrizione cannabinoidi a Milano: come funziona nella pratica
A Milano, come nel resto della Lombardia, il percorso è strutturato e richiede alcuni passaggi chiave. È importante conoscerli per evitare aspettative errate o percorsi impropri.
In sintesi, il percorso corretto prevede:
- Valutazione specialistica iniziale
- Redazione del piano terapeutico
- Prescrizione medica conforme al piano
- Allestimento del farmaco in farmacia autorizzata
Questo modello tutela sia il paziente sia il medico, garantendo sicurezza, tracciabilità e appropriatezza clinica.

Il ruolo del piano terapeutico: perché è indispensabile
Il piano terapeutico per i cannabinoidi non è un semplice documento burocratico. È lo strumento che definisce:
- Indicazione clinica specifica
- Tipo di cannabinoide prescritto
- Dosaggio e modalità di assunzione
- Durata della terapia
- Obiettivi clinici e monitoraggio
Senza piano terapeutico, non è possibile procedere alla prescrizione, nemmeno in presenza di sintomi compatibili.
Questo approccio è fondamentale soprattutto in una regione come la Lombardia, dove il controllo sull’appropriatezza prescrittiva è particolarmente rigoroso.
Cannabinoidi, dolore e qualità della vita
Uno degli ambiti più rilevanti per l’uso dei cannabinoidi è il dolore cronico, soprattutto quando compromette la qualità della vita. In questi casi, il cannabinoide non è visto come “ultima spiaggia”, ma come parte di un percorso integrato, che può includere:
- Terapia farmacologica tradizionale
- Supporto psicologico
- Approcci di gestione dello stress
- Interventi sullo stile di vita
Il valore dei cannabinoidi sta nella loro capacità di modulare il sintomo, non di sostituire l’intero percorso terapeutico.
Aspetti di sicurezza e monitoraggio clinico
L’uso medico dei cannabinoidi richiede attenzione, soprattutto nelle fasi iniziali. Per questo motivo il monitoraggio è parte integrante della terapia.
Gli aspetti più importanti da valutare includono:
- Risposta clinica al trattamento
- Eventuali effetti collaterali
- Interazioni con altri farmaci
- Aderenza al piano terapeutico
Un follow-up regolare permette di ottimizzare la terapia e ridurre i rischi.
Cannabinoidi: cosa NON sono
È importante chiarire cosa non rappresentano i cannabinoidi in ambito medico:
- Non sono una terapia “miracolosa”
- Non sono prescrivibili su richiesta personale
- Non sostituiscono diagnosi e cure strutturate
- Non sono uguali per tutti i pazienti
Questa chiarezza è fondamentale per un’informazione corretta, soprattutto online.
Fonti autorevoli di riferimento
Per approfondire il tema dei cannabinoidi a uso medico, puoi consultare fonti istituzionali e scientifiche:
- Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)
- National Institutes of Health (NIH) – Cannabinoids and medical use
- European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA)
FAQ – Domande frequenti sui cannabinoidi e la prescrizione in Lombardia
Sì, l’uso medico dei cannabinoidi è legale, ma regolamentato e consentito solo in presenza di precise indicazioni cliniche.
No. La prescrizione è possibile solo se il paziente è già in possesso di un piano terapeutico valido.
Il piano terapeutico deve essere redatto da uno specialista autorizzato, generalmente all’interno del SSN.
Solo se previsto dal piano terapeutico e nel rispetto delle indicazioni specialistiche.
In alcuni casi sì, ma dipende dall’indicazione clinica e dalle disposizioni regionali vigenti.
Possono averne, soprattutto nelle fasi iniziali. Per questo è fondamentale il monitoraggio medico.
No. Sono parte di un percorso terapeutico integrato e personalizzato.
In conclusione
La prescrizione dei cannabinoidi in Lombardia, e in particolare a Milano, è una possibilità concreta ma regolata, che richiede competenza, valutazione clinica e un piano terapeutico già definito. Informarsi correttamente è il primo passo per affrontare questo percorso in modo consapevole, sicuro e realmente utile per la salute.