La variante Omicron 5 (BA.5) del SARS-CoV-2 rappresenta una delle evoluzioni più contagiose del virus Covid-19. Anche se nella maggior parte dei casi provoca sintomi più lievi rispetto alle prime ondate pandemiche, non va sottovalutata, soprattutto nei soggetti fragili.
Capire come si manifesta Omicron 5, riconoscere i segnali precoci e sapere quando intervenire è fondamentale sia per la salute individuale sia per ridurre la trasmissione del virus.
Quali sono i sintomi più comuni di Omicron 5
Rispetto alle prime varianti (come Delta o la Wuhan originale), Omicron 5 ha segnato un netto passaggio verso una sintomatologia più simile a quella influenzale o parainfluenzale, ma con peculiarità specifiche.
Secondo i dati più recenti, chi contrae Omicron 5 o le sottovarianti attuali (come KP.3 o XEC) sperimenta quasi sempre:
- Mal di gola acuto: descritto spesso come un bruciore intenso o una sensazione di “vetro tritato” durante la deglutizione.
- Rinorrea e congestione: naso che cola o fortemente ostruito, accompagnato da frequenti starnuti.
- Tosse persistente: solitamente secca, ma può diventare produttiva (grassa) in una fase successiva.
- Affaticamento marcato (Astenia): un senso di stanchezza profonda che non migliora con il riposo.
- Cefalea (Mal di testa): spesso di tipo tensivo, localizzato sulla fronte o dietro gli occhi.
Subito dopo la comparsa dei primi disturbi, molti pazienti riferiscono una sensazione di “malessere generale” con difficoltà di concentrazione e sonnolenza.
👉 A differenza delle prime varianti, la perdita di gusto e olfatto è oggi molto meno frequente e, quando presente, tende a essere parziale e temporanea.
Sintomi atipici e “Nuovi” segnali
Oltre ai classici disturbi respiratori, Omicron 5 ha portato alla ribalta manifestazioni che prima erano meno frequenti:
- Sudorazioni Notturne: molti pazienti riferiscono risvegli improvvisi durante la notte completamente bagnati di sudore, anche in assenza di febbre elevata.
- Dolori Muscolari e Articolari (Mialgia): Dolori diffusi, specialmente nella zona lombare e nelle gambe, simili a quelli di un’influenza pesante.
- Disturbi Gastrointestinali: Nausea, lieve diarrea o inappetenza sono segnalati con crescente frequenza.
- Sintomi Neurologici Lievi: Senso di stordimento, vertigini e la cosiddetta “nebbia cognitiva” (brain fog).
La perdita di gusto (ageusia) e olfatto (anosmia), tratti distintivi del COVID del 2020, sono oggi diventati rari con Omicron 5, presentandosi in meno del 10% dei casi.
Quanto durano i sintomi di Omicron 5
La durata dei sintomi varia in base a età, stato immunitario e condizioni di salute pregresse. In media:
- 4–7 giorni nei soggetti vaccinati o già infettati
- 7–10 giorni nei soggetti non vaccinati
- Fino a 14 giorni nei pazienti fragili o immunodepressi
Dopo la fase acuta può comparire una fatica post-virale, con:
- stanchezza persistente
- fiato corto dopo sforzi lievi
- difficoltà di concentrazione
Questi sintomi residui non indicano necessariamente una forma grave, ma richiedono monitoraggio medico se persistono.
Incubazione e rapidità di contagio
Uno degli aspetti più critici di Omicron 5 è la brevissima incubazione, che in genere è di 2–3 giorni.
Questo significa che:
- si diventa contagiosi molto rapidamente
- i sintomi possono comparire quando il virus è già stato trasmesso
- ambienti chiusi e affollati aumentano il rischio di diffusione
È proprio questa caratteristica a rendere Omicron 5 estremamente contagiosa, anche in presenza di sintomi lievi.
Omicron 5: quando consultare il medico

Nonostante Omicron 5 sia generalmente meno aggressiva sui polmoni, può comunque causare complicanze, specialmente in soggetti fragili o non adeguatamente protetti.
Contatta immediatamente un medico o recati in pronto soccorso se avverti:
- Dispnea (Fiato corto): difficoltà a respirare anche a riposo o dopo piccoli sforzi (es. fare pochi passi).
- Dolore Toracico: sensazione di pressione o oppressione persistente al petto.
- Saturazione Bassa: se utilizzi un pulsossimetro (saturimetro) e i valori scendono costantemente sotto il 94%.
- Confusione Mentale: stato di disorientamento, letargia o estrema difficoltà a restare svegli.
- Febbre Alta Persistente: temperatura sopra i 39°C che non scende nonostante l’assunzione di antipiretici dopo 3 giorni.
Nei pazienti con asma, BPCO, cardiopatie o immunodepressione, anche una forma apparentemente lieve merita un controllo più attento.
Come distinguere Omicron 5 da influenza o allergia
Molti sintomi possono sovrapporsi, ma esistono differenze utili:
- Influenza stagionale → febbre più alta, brividi intensi, esordio brusco
- Allergia → assenza di febbre, prurito a occhi e naso, sintomi ricorrenti
- Omicron 5 → mal di gola marcato, stanchezza intensa, incubazione rapida
👉 Il test antigenico o molecolare resta l’unico strumento diagnostico certo.
Gestione e trattamento dei sintomi
Oggi la gestione di Omicron 5 si basa sulla terapia sintomatica e sul buon senso:
- Idratazione: bere molta acqua per contrastare la disidratazione da febbre e fluidificare le secrezioni.
- Riposo assoluto: fondamentale per evitare lo sviluppo di sintomi da Long-Covid.
- Monitoraggio: controllare la temperatura e, se possibile, la saturazione d’ossigeno.
- Farmaci: l’uso di FANS (es. ibuprofene) o paracetamolo deve essere sempre concordato con il proprio medico curante.
Gli antibiotici non sono indicati, salvo sovrainfezioni batteriche. Nei pazienti fragili, il medico può valutare terapie antivirali mirate, da iniziare precocemente.
Prevenzione e reinfezioni
L’immunità acquisita tende a ridursi nel tempo. Per ridurre il rischio di reinfezione è consigliabile:
- aerare regolarmente gli ambienti
- lavarsi spesso le mani
- usare la mascherina in contesti affollati
- mantenere aggiornate le vaccinazioni anti-Covid
Le indicazioni ufficiali restano quelle fornite dal Ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Puoi approfondire ulteriormente su The Lancet – Studi clinici e ricerche su Omicron
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FAQ – Sintomi Omicron 5
Mal di gola, raffreddore improvviso e stanchezza intensa.
In media 4–7 giorni nei vaccinati.
Raramente supera i 38 °C.
No, oggi è meno comune e spesso temporanea.
In caso di fiato corto, dolore toracico o febbre persistente.
Sì, l’immunità può diminuire nel tempo.
È generalmente più lieve, ma non va sottovalutata nei soggetti fragili.
Sì. Nel 2026 osserviamo spesso un fenomeno chiamato “sfasamento del tampone”. Con Omicron 5, il sistema immunitario reagisce così velocemente che i sintomi (come il mal di gola “a vetro tritato”) compaiono 1-2 giorni prima che la carica virale nel naso sia sufficiente per positivizzare un test rapido.
Il consiglio: Se hai sintomi ma il test è negativo, ripetilo dopo 36-48 ore. Nel frattempo, comportati come se fossi positivo.
La distinzione clinica è diventata sottile, ma ci sono dei “marker” tipici. L’influenza attuale tende a manifestarsi con una febbre molto alta e improvvisa (sopra i 39°C) e dolori articolari paralizzanti. Omicron 5, invece, esordisce quasi sempre dalle alte vie respiratorie: il mal di gola estremo e la congestione nasale dominano la scena, mentre la febbre resta spesso moderata (37.5°C – 38.5°C).
Le sudorazioni notturne intense sono diventate un sintomo “firma” di Omicron 5. Di per sé non sono pericolose, ma sono il segnale che il sistema linfatico sta lavorando intensamente.
Cosa fare: Monitora la temperatura, ma non allarmarti se non hai febbre alta durante il giorno. Assicurati di reintegrare i sali minerali (potassio e magnesio) poiché la perdita di liquidi notturna può causare spossatezza e crampi il giorno successivo.
Omicron 5 ha una forte affinità con il sistema nervoso periferico. Anche dopo la scomparsa del virus, può residuare una neuro-infiammazione leggera che causa difficoltà di concentrazione e stanchezza cronica.
Segnale da non ignorare: Se dopo 15 giorni dalla negativizzazione non riesci a fare le scale senza affanno o dimentichi parole comuni, consulta il medico per uno screening post-virale; potrebbe trattarsi di una forma iniziale di Long-Covid.